I 150 anni dell’AC: “dalla storia in poi proseguiamo noi”

Il 30 aprile 2017 abbiamo festeggiato il centocinquantesimo anniversario dell’Azione Cattolica Italiana! Una grande festa in Piazza San Pietro, gruppi di adulti, giovani e bambini provenienti da tutta Italia si sono riuniti a Roma per celebrare questo importante traguardo ed ascoltare dal vivo il discorso di Papa Francesco, le parole di incoraggiamento, i consigli, la gratitudine nei confronti di questa grande associazione e di tutte le persone che ne fanno parte.

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Ma partiamo dall’inizio…

CHE COS’E’ L’AZIONE CATTOLICA? – Vorremmo semplicemente definirla una grande famiglia, che comprende persone di ogni età e sesso, nazionalità e condizione sociale, ma per essere più chiare diremo che essa è un’associazione cattolica laica fondata nel 1867 da due giovani universitari: Mario Fani e Giovanni Acquaderni. Tale associazione nacque con il nome di “Società della gioventù cattolica italiana” e con il motto “Preghiera, azione, sacrificio”. Solo nel 1905 divenne poi Azione Cattolica Italiana.

Nel 1918 Armida Barelli, un’attivista italiana che ha dedicato la sua vita alla cura di ragazzi abbandonati e poveri e all’affermazione dei diritti delle donne, ha fondato la “Gioventù femminile di AC”. In un primo momento dunque l’Azione Cattolica mantenne una separazione in sessione maschile e femminile (esistevano infatti quattro rami: Gioventù Maschile, Gioventù Femminile, Unione Donne e Unione Uomini) che nel tempo è stata poi superata.

Altra data importante per questa associazione che iniziava ormai a diffondersi nelle parrocchie di tutta Italia fu il 1969, anno in cui Vittorio Bachelet, da tutti conosciuto come giurista e politico italiano ma di cui non tutti forse sanno che fu anche presidente dell’Azione Cattolica Italiana per ben tre mandati (nove anni), emanò un nuovo statuto secondo il quale l’associazione veniva organizzata in un settore per i giovani e uno per gli adulti e in una struttura che comprendesse bambini e ragazzi chiamata ACR (Azione Cattolica Ragazzi)

L’AC OGGI – Ancora oggi l’Azione Cattolica mantiene la suddivisione in settori stabilita da Bachelet. Ogni settore è a sua volta diviso in sottogruppi allo scopo di venire incontro alle esigenze di tutti, grandi e piccini, e a dimostrazione del fatto che non è mai troppo tardi (né troppo presto) per entrare a far parte di questa grande famiglia che comprende i bambini dai quattro anni in su, i giovani e gli adulti, tra i quali spicca anche un particolare settore dedicato agli adultissimi e quindi alle persone della terza età.

CHE COSA FA L’AC – L’Azione Cattolica è il percorso di una grande famiglia che, tra momenti di condivisione e momenti di incomprensione, insegue il sogno di vivere l’incontro con il Signore. E’ un cammino di  “maturazione umana e spirituale, di crescita nella fede e nell’amore per il creato e per i fratelli” . L’AC è una grande famiglia in cui i più grandi si prendono cura dei più piccoli, i quali a loro volta hanno sempre qualcosa da insegnare agli adulti. E’ uno strumento, strumento della Chiesa per essere sempre in contatto con la gente, per espandersi e radicarsi sul territorio, per coinvolgere sempre nuove persone e convincerle a vivere un’esperienza meravigliosa ed essere parte attiva della propria comunità parrocchiale.

“Allargate il vostro cuore per allargare il cuore delle vostre parrocchie” – ha detto ieri Papa Francesco. Una frase bellissima che racchiude un significato profondo: l’Azione Cattolica siamo noi, persone laiche e gente comune, certamente sotto la guida di un pastore, che scelgono di essere “viandanti della fede”, di portare cioè gli insegnamenti del Vangelo non solo a parole ma attraverso gesti ed esempi e di accogliere, incontrare e ascoltare gli altri, tutti gli altri. Oltre all’attenzione che ci deve essere e c’è nei confronti degli aderenti all’associazione stessa, l’Azione Cattolica dà vita ogni anno ad iniziative che hanno lo scopo di aiutare e sostenere persone più o meno vicine a noi. Ecco allora che nel mese della Pace i soldi ricavati dalla vendita di un gadget possono servire alla costruzione di una struttura per un’associazione di volontariato sul territorio o per aiutare i centri di immigrazione presenti nel sud Italia, mentre il Natale o la Pasqua diventano occasione per preparare bigliettini di auguri ai carcerati e fargli sentire, da lontano, la nostra vicinanza. E’ iniziato adesso un nuovo triennio in Azione Cattolica e già una proposta meravigliosa è stata avanzata: dieci giorni di volontariato in una casa-famiglia di Betlemme, tra piccoli orfani e disabili. Sono esperienze forti, quelle che possiamo vivere all’interno di questa associazione, ma anche estremamente formative e arricchenti.

DALL’ESTERNO – Ma il punto di forza di questo grande gruppo è la capacità di ascoltare, capire e rispettare le esigenze e i bisogni degli altri, l’atmosfera familiare e quell’entusiasmo travolgente riscontrabile, in modo diverso, in tutti, dai più espansivi ai più introversi e capace di contagiare anche chi, a differenza di coloro che con passione impegnano le proprie energie quasi quotidianamente nelle fila dell’Azione Cattolica, non frequenta con assiduità la chiesa, ha un rapporto controverso con la spiritualità o semplicemente vive la propria fede come esperienza esclusivamente personale. Insomma, anche chi si è accostato “in punta di piedi” a quest’esperienza non bazzicando tutte le domeniche tra messali e preghiere dei fedeli o chi vorrebbe tanto smettere i panni del proprio scetticismo per riscoprire il mondo da una prospettiva diversa e più appagante, non ha potuto fare a meno di essere colpito da una sensazione di pienezza e riconciliazione e di sentirsi anch’egli parte integrante di un tutto, di qualcosa di più grande. Una sensazione di condivisione senza tempo che teneva tutti, indistintamente dal proprio credo, legati da un filo rosso, in una piazza in cui da Genova a Napoli, dalla Puglia alla Lombardia ciò che balzava immediatamente all’occhio non erano le differenze ma il desiderio di sensibilizzare il prossimo, di spalancare agli altri le porte di quel mondo fatto di persone speciali, l’adesione comune a un’idea più grande, un progetto sposato e portato avanti quotidianamente, un impegno ribadito con costanza dagli occhi pieni di entusiasmo e dalle bocche che intonavano canzoni in cui non soltanto si riconoscevano, ma acquisivano la consapevolezza di loro stessi e l’orgoglio per la propria scelta. Una scelta che si realizza sì con il supporto della chiesa ma abbraccia ancor più strettamente il tessuto sociale del territorio ed è la dimostrazione di come è proprio attraverso l’amore per il prossimo (che si realizza non solo attraverso l’esperienza ecclesiastica ma anche guidando i bambini e i ragazzi nel loro percorso di crescita, dedicando loro del tempo prezioso per stimolare i loro interessi ed esaltare le loro capacità in un mondo che naviga a vele spiegate verso la superficialità, e facendosi veicolo, mediante giochi e chiacchierate amichevoli, di messaggi concreti ed insegnamenti di vita) che ciascuno di noi fornisce la più vera e convincente risposta religiosa alla nostra società. E’ proprio questo che reso Piazza San Pietro, al di là delle indiscusse meraviglie architettoniche, ancora più bella: una grande catena umana impegnata nella difficile ma affascinante missione di “impreziosire il mondo” riscoprendo l’unicità nelle cose semplici ed essenziali, le diverse forme della solidarietà e dell’amore, la bellezza del contatto umano.

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ADESSO TOCCA A NOI – Proprio per questo l’Azione Cattolica è “una storia bella assaje” che dura da 150 anni e di cui noi raccogliamo adesso l’eredità e la responsabilità. E’ bello guardarsi indietro e vedere tutto quello che è stato ma è altrettanto bello pensare al futuro e a quello che verrà, credere che quest’associazione possa crescere ancora e sapere che in tutto quello che succederà saremo coinvolti anche noi secondo l’impegno che ci siamo presi ieri cantando l’inno di questa giornata: “Dalla storia in poi proseguiamo noi”. Un motto, un invito che, facendo tesoro di un lungo itinerario di vita che aiuta a rendersi consapevoli e che si realizza attraverso l’amore verso la storia in cui “abitiamo”, sprona a non crogiolarsi nei traguardi già raggiunti e a guardare avanti in un cammino che sa ulteriormente di sfida, di nuovi ostacoli ma promettenti orizzonti: di Azione.

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