Non è mai troppo tardi (per essere ciò che vuoi essere)

“Million Dollar Baby” è un capolavoro di Clint Eastwood, protagonista assoluto della cerimonia degli Oscar del 2005 (giusto qualche anno fa) e vincitore di ben quattro categorie: miglior film, migliore regia, migliore attrice protagonista e miglior attore non protagonista.

LA TRAMA – Clint Eastwood è Frankie, ex pugile ora allenatore di boxe e proprietario di una piccola palestra insieme all’amico Scrap (Morgan Freeman). Un giorno nella loro palestra arriva Maggie (Hilary Swank), una donna coraggiosa e determinata a cambiare la sua vita, tanto cocciuta da riuscire a vincere le reticenze di Frankie e convincerlo, contro ogni aspettativa, ad allenarla. Un po’ sotto la guida del suo allenatore, un po’ facendo di testa sua, nonostante i suoi trentadue anni e in un solo anno e mezzo, Maggie compie grandi miglioramenti e dopo numerosi incontri di boxe vinti per KO vola finalmente a Las Vegas per conquistare il titolo di campionessa del mondo. La sua avversaria, Blue Bear, ex prostituta tedesca ed avanzo di galera, ha la fama di essere una delle più scorrette tra le pugili. Purtroppo quelle sul suo conto si rivelano non essere solo dicerie; durante il break alla fine del secondo round, Blue Bear colpisce alle spalle Maggie, che cadendo sbatte la testa contro uno sgabello e viene urgentemente trasferita in ospedale. La diagnosi non lascia speranze: Maggie è completamente paralizzata, perennemente attaccata ad un respiratore e senza alcuna possibilità di guarigione. Incapace di rassegnarsi ad una vita di sofferenza e dipendenza, la ragazza chiede a Frankie di staccarla dal respiratore e lasciarla morire e l’uomo, seppur riluttante a separarsi da lei che alla fine era diventata per lui quasi una figlia, deciderà di esaudire il suo ultimo desiderio, convinto soprattutto dal discorso dell’amico Scrap:

“Quando è entrata da quella porta aveva solo coraggio e nessuna possibilità di diventare quello che voleva. Un anno e mezzo dopo lei ha combattuto per il titolo mondiale. Il merito è tuo. La gente muore ogni giorno, Frankie, mentre lucida il pavimento o lava i piatti; sai qual è il loro ultimo pensiero? Non ho mai avuto un’occasione. Invece grazie a te Maggie ce l’ha avuta e se morisse oggi sai quale sarebbe il suo ultimo pensiero? Ho avuto l’occasione che volevo.”

OLTRE LA TRAMA – Nonostante possa sembrare il contrario, “Million Dollar Baby” non è un film sul pugilato. Ha come protagonista una donna che sogna di fare della boxe il suo mestiere e la sua vita, ma tratta una così ampia gamma di temi e di argomenti da non poter essere definito semplicemente un film sul pugilato. Centrale (e non di certo nuova) è la figura del maestro/padre, dell’uomo che spera di trovare nell’allieva una seconda opportunità per rimediare agli errori personali e professionali del passato; sicuramente di forte impatto emotivo è il tema finale dell’eutanasia, trattato però in modo quasi frettoloso come a sottolineare la sua relativa importanza all’interno della vicenda. Quello che davvero sembra dare un senso al film e alla storia di Maggie e Frankie è proprio il discorso finale dell’amico Scrap, che ha un ruolo secondario, ma non per questo meno importante; è la voce narrante fuori campo, nonché la coscienza di Frankie e a lui sono attribuibili alcune delle citazioni più significative del film.

“Aveva solo coraggio e nessuna possibilità”

Il coraggio non basta se non c’è qualcuno disposto a darti una possibilità. Ma il coraggio è pur sempre una buona base da cui partire. Avere il coraggio di compiere delle scelte, di rischiare, di osare, avere il coraggio di credere nelle proprie capacità e mostrarle agli altri è l’unico modo per riuscire ad avere una possibilità, per trovare qualcuno che sia disposto a darti fiducia e a concederti l’opportunità che cercavi e che potrebbe cambiare la tua vita.

“La gente muore ogni giorno, Frankie, sai qual è il loro ultimo pensiero? Non ho mai avuto un’occasione”

Poche parole che racchiudono un significato profondo: l’imprevedibilità della vita che non segue regole. La morte può sopraggiungere in qualsiasi momento e il pensiero di ognuno di noi un attimo prima di lasciare questa vita, inevitabilmente, sarà: ne è valsa la pena? Ho avuto (e colto) la mia occasione? Spesso, purtroppo, la risposta è no. Spesso preferiamo adagiarci sulle nostre piccole certezze piuttosto che percorrere la tortuosa strada del destino e concederci una chance tentando di fare la differenza, e non nel becero quanto frustrante tentativo di dimostrare le nostre potenzialità a qualcuno, ma unicamente per noi. Un po’ come se, seduti su un biglietto vincente della lotteria, ci dimostrassimo troppo smidollati per incassarlo: a volte però dimentichiamo che sono proprio i passi falsi a permetterci, paradossalmente, di imboccare la strada giusta e di riscoprire un lato di noi stessi troppo spesso ignorato ed accantonato, trascinati dall’ineluttabile scorrere del tempo e dalla frenesia della quotidianità. Invece dovremmo tenere i piedi ben piantati a terra ma, seppur ad occhi aperti, continuare a sognare, conservando sempre il coraggio di fare una scelta, per quanto incerta e discutibile, di progettare quel viaggio che ci spaventa tanto, di riuscire ad invertire la rotta, a cambiare bruscamente il tragitto prefissato qualora ci accorgessimo che forse dalla vita non ci aspettavamo proprio questo. Perché “non è mai troppo tardi per essere quello che vuoi essere: non c’è limite di tempo e se ti accorgi di non essere orgoglioso della tua vita, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero“.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...